L6 - Expected Approach Time

15-12-2005

Quando parecchi aeromobili arrivano allo stesso aeroporto in un breve periodo di tempo, il controllore può usare vettori radar fino all'avvicinamento finale per stabilire una separazione in miglia nautiche tra gli aerei e garantire una separazione di sicurezza in finale.

In ogni caso, le cose sono leggermente diverse nel caso si usi il controllo procedurale (vedi L6-APP). Il controllore ha a che fare con parecchi traffici che raggiungono lo IAF nello stesso momento e che non possono cominciare l'avvicinamento contemporaneamente. Inoltre, in base al tipo di procedura e alle regole locali, può accadere che nessun aereo può lasciare lo IAF e cominciare l'avvicinamento fino a che il traffico precedente atterri.

Quindi il controllore dovrà mantenere alcuni arrivi nei circuiti di attesa e dare orari stimati di avvicinamento. Il primo comincerà direttamente la procedura e gli altri rimarranno nella holding fino a che l'ATC li autorizzi a lasciarla. Queste regolazioni in base ai tempi sono chiamate EAT (Expected Approach Time), che rappresentano il tempo al quale un aereo viene istruito a sorvolare lo IAF per comnciare l'avvicinamento strumentale.

Nell'assegnare un EAT, il pilota è responsabile per gestire la velocità e la holding in modo da sorvolare lo IAF all'orario stabilito, anche se implica un accorciamento delle braccia pubblicate del circuito (per esempio 30 secondi invece che l'1 minuto pubblicato).

In alcuni paesi, il fatto di assegnare un orario per sorvolare lo IAF inbound è chiamata TIMED APPROACHES procedure.

 

Esempio :

Mettiamo che,il tempo medio tra lo IAF e la pista è di 7 minuti per i tipi di aerei coinvolti e nessun aereo può lasciare lo IAF fino a che il precedente atterri. Assumiamo inoltre che l'altitudine dello IAF è 3000ft.

Dati i seguenti aerei: A si aspetta lo IAF alle 10:12, B alle 10:14 e C alle 10:17.

In base a ciò di cui sopra, due dei tre dovranno aspettare un po' prima di procedere oltre lo IAF.

A è autorizzato immediatamente appena arriva e lascia lo IAF, mettiamo, alle 10:13 e dovrebbe quindi atterrare alle 10:20.

Dai quindi la holding a B a 4000 ft e l'EAT alle 10:20. Quando arriva C, dagli la holding a 5000 ft e un EAT alle 10:27.

B dovrà attendere 6 minuti e C 10 minuti.

Se il pilota si attiene ai tempi assegnati, B raggiungerà lo IAF quando A è atterrato e sarà autorizzato all'avvicinamento.

Assicurati che B sia a 3000 ft sullo IAF, quindi dai 4000 ft a C non appena i 4000ft sono stati liberati da B.

7 minuti dopo, anche per C dovrebbe essere tutto OK.

Ecco perchè è importante che il pilota rispetti i tempi assegnati. Se B raggiunge lo IAF 2 minuti dopo, a C dovrà essere assegnato un uovo EAT alle 10:22. Se altri aerei seguono C, qualche ritardo implicherà attese più lunghe.

Questo è un semplice caso. Le cose possono diventare molto più complicate se i tipi di aerei sono differenti (per esempio con piccoli turboelica e quadrigetto commerciali). Gli avvicinamenti programmati in base ai tempi e le assegnazioni degli EAT devono essere adattati ai singoli aeroporti. Alcune linee-guida possono essere trovate sui singoli siti delle diverse divisioni.

Normalmente, la regola è: "primo sullo IAF", primo ad atterrare". Il controllore deve comunque compiere delle scelte tattiche come autorizzare il secondo in arrivo all'avvicinamento se ciò può migliorare la sequenza di avvicinamento.

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